{"id":8,"date":"2025-06-09T09:39:14","date_gmt":"2025-06-09T09:39:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kontovel.com\/?page_id=8"},"modified":"2025-06-09T09:54:21","modified_gmt":"2025-06-09T09:54:21","slug":"sport-na-kontovelu","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/sport-na-kontovelu\/","title":{"rendered":"Sport a Contovello"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo sport, nella storia, si \u00e8 sempre affermato nei periodi di prosperit\u00e0 della societ\u00e0. Quando invece prevaleva la difficolt\u00e0, non ha mai trovato spazio. Proprio per questo motivo lo sport si \u00e8 sviluppato in maniera di massa solo verso la fine del XIX secolo, quando in Europa lo sviluppo dell\u2019industria, del commercio internazionale e della scienza port\u00f2 a una grande ricchezza, soprattutto nelle citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contovello e tutti gli altri nostri villaggi non conobbero la cosiddetta \u201cBelle \u00c9poque\u201d. La vita era dura, il lavoro della pesca e della viticoltura richiedeva molto tempo e fatica, e non c\u2019era spazio per lo svago sportivo. A Trieste, invece, le cose erano diverse: nell\u2019unico porto austro-ungarico brulicavano le navi e fioriva il commercio. Molti triestini si arricchirono grazie a ci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 dunque un caso che lo sport sloveno, pi\u00f9 precisamente la ginnastica, si sia affermato in citt\u00e0: a Trieste nacque e si svilupp\u00f2 il movimento dei Sokol. I Sokol, per\u00f2, consideravano lo sport in maniera globale e per questo miravano alla sua diffusione anche nei paesi circostanti. A tale scopo organizzarono la Unione del Sokol Slavo (ZSS), che riuniva tutte le societ\u00e0 sokol. All\u2019inizio del XX secolo, la ZSS si divise in \u201cparrocchie\u201d, ossia nel distretto triestino e in quello goriziano, il che significava che dal centro cittadino il movimento sokol si diffuse anche nei villaggi vicini. Gli abitanti di Contovello, per\u00f2, non avevano una propria societ\u00e0 che potesse aderire alla parrocchia, ma erano comunque al corrente degli avvenimenti. Cos\u00ec anche tra loro nacque l\u2019interesse per lo sport.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel periodo, oltre all\u2019atletica, la regina degli sport, si diffusero enormemente anche gli sport di squadra e il ciclismo. Nei villaggi sorsero associazioni giovanili, nelle quali i ragazzi del posto si riunivano coltivando non solo attivit\u00e0 sportive, ma anche culturali. L\u2019associazione giovanile Danica, attiva a Contovello negli anni 1924 e 1925, praticava anche il calcio. Venivano organizzate partite amichevoli con le associazioni di altri villaggi, ad esempio Prosecco (Adria) e Conconello (Vi\u0161ava); si disputavano a Contovello, a Prosecco e nel campo da gioco situato tra Prosecco e Opicina. Una societ\u00e0 simile, Ladja, nacque nel 1926. Essa ader\u00ec anche alla nuova federazione che riuniva le societ\u00e0 sportive slovene e che sostitu\u00ec le \u201cparrocchie\u201d: l\u2019Unione delle Societ\u00e0 Sportive Slovene in Italia (USSDvI).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I contovellesi poterono allora, per la prima volta nella loro storia, praticare lo sport nel proprio villaggio, sebbene in forma non competitiva. Anche le ragazze avevano il loro sport di squadra, chiamato hazena. Questo sport fu inventato dai cechi nel 1905 (in ceco haziti significa \u201clanciare la palla\u201d) e si diffuse soprattutto nei paesi slavi. L\u2019hazena era una sorta di pallamano femminile giocata su un grande campo all\u2019aperto, nella quale le giocatrici si passavano un pallone di cuoio con l\u2019obiettivo di segnare gol. Ogni squadra era composta da sette giocatrici (tra cui una portiera) e la partita durava due tempi da 25 minuti ciascuno. Questa disciplina femminile suscit\u00f2 da noi un notevole interesse; anche a Prosecco, in seguito, fu formata una squadra di hazena.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img width=\"872\" height=\"664\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13\" srcset=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image.jpeg 872w, https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-300x228.jpeg 300w, https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-768x585.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 872px) 100vw, 872px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 sportiva dell\u2019Associazione giovanile Ladja non dur\u00f2 a lungo. I fascisti sciolsero la societ\u00e0 e anche l\u2019intera federazione USSDvI nel 1927.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il periodo compreso tra il 1925 e il 1943, quando i fascisti furono al potere, fu estremamente difficile per tutti gli Sloveni d\u2019Oltremare. Discriminazioni, divieto della lingua slovena, italianizzazione dei cognomi, soppressione di varie associazioni facevano parte della quotidianit\u00e0; non mancavano neppure gli scontri fisici con gli Sloveni. I seguaci di Mussolini, come in tutti gli altri villaggi sloveni, anche a Contovello avevano un unico obiettivo: italianizzare la popolazione slovena e trasformare tutti gli abitanti in buoni italiani, pronti a sacrificare tutto, persino la vita, per la patria. A tale scopo la politica, rivolta soprattutto alle giovani generazioni, era piuttosto semplice: riunire tutti i ragazzi nelle organizzazioni giovanili (Piccoli Balilla, Avanguardisti\u2026), vestirli con uniformi, addestrarli in varie attivit\u00e0 (canto, pratica musicale, attivit\u00e0 sportive). In questo modo i giovani sloveni avrebbero dovuto imparare ad amare il fascismo, il suo ordine e la sua disciplina; le autorit\u00e0 ritenevano infatti che nelle campagne mancassero allora ordine, pulizia e senso di civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ambito di questa politica di assimilazione, lungo la strada tra Prosecco e Contovello, nel luogo dove oggi sorge la scuola materna, fu costruito un centro ricreativo. Si chiamava Ricreatorio Prosecco ed era il luogo in cui si riunivano i giovani di entrambi i villaggi, che nel pomeriggio si dedicavano soprattutto allo sport: calcio, pallavolo, corsa (soprattutto sprint), atletica, pallacanestro. Queste attivit\u00e0 erano rese possibili da due campi sportivi, uno all\u2019aperto e persino uno al coperto. I giovani abitanti del villaggio, in condizioni mai avute prima, mostrarono tutte le loro abilit\u00e0 sportive. Il calcio si rivel\u00f2 la regina dello sport prosechino-contovellese. In pochi anni, i contovellesi e i prosechini disputarono molte partite amichevoli, distinguendosi come calciatori di grande talento. I risultati pi\u00f9 significativi, per\u00f2, arrivarono da una disciplina che era allora solo agli inizi nei circoli sloveni d\u2019Oltremare: il basket. Questo sport era particolarmente caro ai fascisti a Trieste, dato che in quel periodo la Ginnastica Triestina era addirittura campione d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La squadra di basket del Ricreatorio di Prosecco, composta interamente da sloveni, partecip\u00f2 con successo per ben tre anni (1935-1938) al campionato della G.I.L. (Giovent\u00f9 Italiana del Littorio). In un campionato i giocatori locali arrivarono persino al primo posto, nonostante non si confrontassero solo a livello provinciale, ma affrontassero anche le squadre dei ricreatori di Grado, della allora italiana Postumia e di Capodistria, e di Gorizia. Le trasferte, che per quei tempi erano piuttosto lunghe, venivano effettuate in treno a spese dei fascisti. Questi fornivano loro belle divise e un borsone, ma spesso rifilavano anche qualche schiaffo, o peggio, se i ragazzi osavano pronunciare una parola in sloveno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione peggiorava di anno in anno; la discriminazione contro gli sloveni diventava sempre pi\u00f9 dura, mentre le tensioni politiche in Europa e le invasioni di Hitler in vari paesi lasciavano presagire l\u2019arrivo della guerra. Alcuni giovani che frequentavano il centro ricreativo avevano gi\u00e0 l\u2019et\u00e0 per il servizio militare; inoltre, anche i fascisti, con la politica di riarmo, destinavano sempre meno risorse all\u2019educazione dei giovani. Per questo l\u2019attivit\u00e0 del Ricreatorio si spense gradualmente. L\u2019ultima partita amichevole di calcio fu disputata dai prosechini e dai contovellesi contro i soldati italiani della caserma presso Banne. Subito dopo divamparono i feroci incendi della Seconda guerra mondiale. I giovani di Contovello, come molti altri, si dispersero per il mondo. Le battaglie sportive si interruppero; al loro posto vennero in primo piano altre, ben pi\u00f9 importanti battaglie: la lotta per la propria vita e quella per la vittoria sul fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando nel 1945 la guerra fin\u00ec, nelle nostre zone regnava un grande entusiasmo per il successo del movimento di resistenza, ma al tempo stesso continuarono le tensioni con i nostalgici del fascismo, che spesso sfociavano in risse. Nel biennio 1945-46 a Trieste si susseguirono grandi manifestazioni operaie, e gli sloveni non erano pi\u00f9 in posizione subordinata nell\u2019ambiente cittadino: la lingua slovena risuonava anche nel cuore della citt\u00e0. Gli abitanti che prima e durante la guerra erano stati costretti a partire tornarono poco a poco nei nostri villaggi, mentre molti altri non fecero mai pi\u00f9 ritorno; caddero sul campo di battaglia o nei campi di concentramento.\nIn attesa del trattato di pace, che avrebbe poi risolto la questione a quale stato dovesse appartenere Trieste, riprese nuova vita anche l\u2019attivit\u00e0 sportiva degli sloveni d\u2019oltreconfine. La rinascita del nostro sport fu resa possibile soprattutto dalla fondazione di una nuova associazione sportiva, l\u2019UCEF o ZDTV (Unione delle Societ\u00e0 per l\u2019Educazione Fisica). Si trattava di un organismo sportivo sloveno-italiano per Trieste (allora Territorio Libero di Trieste), che politicamente lottava per l\u2019annessione di Trieste alla Jugoslavia.\nL\u2019Unione organizzava vari campionati e competizioni di calcio, ciclismo, pallacanestro e altro, offrendo al tempo stesso anche un sostegno finanziario a tutte le societ\u00e0 che aderivano alla sua struttura. A Prosecco fu cos\u00ec riattivata con grande entusiasmo la Primorje, sciolta durante il fascismo: non era solo una societ\u00e0 calcistica prosechina, bens\u00ec prosechino-contovellese. Vi giocavano infatti calciatori di entrambi i villaggi, ma erano troppi per una sola squadra. Poich\u00e9 allora il calcio era l\u2019unica disciplina sportiva sviluppata, si rese necessario trovare al pi\u00f9 presto una soluzione, che naturalmente non tard\u00f2 ad arrivare: la fondazione di una nuova squadra di calcio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Furono i contovellesi a prendere questa decisione. Sebbene gli abitanti dei due villaggi avessero molti rapporti (avevano in comune la societ\u00e0 culturale Ivan-Vojko, che gestiva l\u2019intera attivit\u00e0 culturale e anche sportiva di entrambi i paesi), tra le due comunit\u00e0 esisteva ancora una forte rivalit\u00e0, le cui radici risalivano ai secoli precedenti. Le dicerie raccontano che un tempo i prosechini non riuscivano a raggiungere il mare passando per Contovello, perch\u00e9 i contovellesi li bersagliavano con pietre non appena mettevano piede sul loro territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec nacque, secondo la testimonianza dell\u2019allora capitano Alojz Husuj, la societ\u00e0 Ladja, la squadra di calcio di Contovello. Il nome riprendeva quello dell\u2019associazione giovanile dei tempi precedenti la guerra, mentre la sede del club si trovava di fronte a quella della Societ\u00e0 Agricola. I fondi per il restauro di questi locali furono offerti dall\u2019Unione UCEF-ZDTV.\nIl problema principale della nuova squadra era il campo da gioco: la soluzione pi\u00f9 semplice sarebbe stata affittare il campo di Mala Rouna a Prosecco. Ma qui riemerse nuovamente il campanilismo reciproco tra prosechini e contovellesi. I primi, infatti, non permisero in alcun modo che la Ladja utilizzasse il loro terreno. Per questo i calciatori della nuova squadra furono costretti a disputare le partite su altri campi, soprattutto a Opicina. Gli allenamenti invece si svolgevano nei terreni comunali, pi\u00f9 spesso a Star\u010dev dol.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table alignwide\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>                 <img width=\"300\" height=\"199\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-19\" style=\"width: 300px;\" src=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-3.jpeg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-3.jpeg 524w, https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-3-300x199.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/td><td>La squadra di calcio Ladja disput\u00f2 due campionati, nelle stagioni 1946-47 e 1947-48. Le divise della squadra erano bianche e blu, i colori del mare e delle navi con le loro vele: colori che furono poi adottati anche dalla societ\u00e0 sportiva di Contovello. Il mare e le navi, che hanno contraddistinto e continuano a contraddistinguere la storia e la tradizione marinara di Cont<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I veri derby erano soprattutto gli incontri con l\u2019Union di Longera, mentre con la Primorje non ci furono mai partite di campionato, poich\u00e9 quest\u2019ultima giocava in una categoria superiore. Il primo campionato della Ladja fu piuttosto povero di risultati: tra 12 squadre in competizione, i contovellesi si piazzarono al modesto 10\u00ba posto. Nella stagione successiva, invece, le cose andarono decisamente meglio: 4\u00ba posto. Fu per\u00f2 anche l\u2019ultimo campionato disputato dalla societ\u00e0 calcistica di Contovello, prima del suo scioglimento.\nI dirigenti non erano infatti in grado di far fronte agli sforzi organizzativi sempre maggiori, ma la ragione principale stava nel legame storico con la Primorje, che continuava a chiamarsi Primorje Prosek-Contovello (Primorje PK) e ad accogliere nelle proprie file i calciatori contovellesi. Grande influenza ebbe anche la situazione politica del tempo, in particolare la risoluzione dell\u2019Informbiro del 1948. Essa provoc\u00f2 una spaccatura tra i comunisti sloveni in babi\u010devci (titoliani) e vidalijevci (filosovietici). Questa divisione port\u00f2 a una frattura anche nelle attivit\u00e0 culturali dei nostri villaggi.\nLa politica colp\u00ec pure lo sport, poich\u00e9 a Prosecco nacque un\u2019altra squadra di calcio: l\u2019Ilirija. Quest\u2019ultima, legata alla Jugoslavia di Tito, partecipava al campionato insieme a squadre provenienti dalla Slovenia. Dopo lo scioglimento della Ladja, i calciatori contovellesi passarono quindi nelle file della Primorje o dell\u2019Ilirija, a seconda delle proprie convinzioni politiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli anni Cinquanta furono anni di tensioni politiche e di incertezze territoriali, che si riflettevano anche nelle attivit\u00e0 culturali e sportive. Gli sportivi di Contovello giocavano in gran numero a calcio nella Primorje PK, ma la societ\u00e0 si trovava ad affrontare grandi difficolt\u00e0. Il campo di Mala Rouna fu distrutto nel 1947 a causa della costruzione della strada statale, e la stessa sorte tocc\u00f2 anche al nuovo campo di Cerovec. Per questo i nostri atleti dovettero disputare le partite su campi altrui.\nPoich\u00e9 la Primorje non disponeva di un campo proprio, non fu possibile lo sviluppo del settore calcistico. A tutto ci\u00f2 si aggiunse anche la soppressione dell\u2019UCEF-ZDTV, che negli anni immediatamente successivi alla guerra aveva rappresentato un sostegno fondamentale per le nostre societ\u00e0. Per tutti questi motivi, dunque, l\u2019attivit\u00e0 sportiva dalle nostre parti entr\u00f2 in crisi, e anche la Primorje PK sospese temporaneamente la propria attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine degli anni Cinquanta si tent\u00f2 di porre rimedio alla situazione di crisi dello sport sloveno d\u2019oltreconfine. Allo Stadio 1\u00ba Maggio si inizi\u00f2 a organizzare la Settimana dello Sport Sloveno, durante la quale gli atleti sloveni d\u2019oltreconfine di tutte le et\u00e0 gareggiavano in diverse discipline, partecipando sotto l\u2019egida di varie societ\u00e0, organizzazioni e associazioni. Con il tempo, la Settimana dello Sport \u2014 in seguito ribattezzata Giochi Sportivi \u2014 ottenne un successo straordinario e divenne una grande manifestazione di massa, che ad esempio nel 1969 attir\u00f2 ben 1482 partecipanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, tra tutte le societ\u00e0, organizzazioni e associazioni presenti alle prime edizioni dei Giochi Sportivi, non figurava un gruppo organizzato di contovellesi. Gli sportivi locali non mancavano, ma tutti gareggiavano sotto un\u2019altra denominazione, a nome di qualche altro villaggio o societ\u00e0. Nel 1967 questa lacuna fu colmata: in quell\u2019anno i contovellesi iniziarono a pensare seriamente alla fondazione di una propria societ\u00e0 sportiva. In attesa dell\u2019assemblea generale, parteciparono ai tornei di calcio, basket e pallavolo con il nome del loro villaggio, mentre alcuni singoli si cimentarono anche in discipline individuali.\nSe in basket e pallavolo i risultati furono piuttosto modesti, lo stesso non si pu\u00f2 dire per il torneo calcistico, sia a livello seniores che giovanile. I contovellesi vantavano infatti una solida tradizione calcistica e portarono ai Giochi una squadra seniores di ottima qualit\u00e0, composta da giovani locali. Divennero la vera sorpresa del torneo, nonostante l\u2019alta competitivit\u00e0: partecipavano 14 squadre. Sconfissero nell\u2019ordine \u0160kamperle (2-0), Sovodnje (2-0 a tavolino) e Gaja (3-0), qualificandosi cos\u00ec inaspettatamente per la finale.\nLa partita decisiva contro il Breg fu disputata nientemeno che a Valmaura, nello stadio Pino Grezar, il \u201ctempio intoccabile del calcio italiano\u201d. Ci\u00f2 provoc\u00f2 vivaci proteste a Trieste. La squadra di Contovello, sotto una pioggia battente e davanti a un folto pubblico locale, resistette bene alla formazione favorita, gi\u00e0 registrata presso la CONI, riusc\u00ec persino a recuperare lo svantaggio di un gol, ma alla fine lasci\u00f2 il campo sconfitta per 1-2.\nIl trofeo come squadra pi\u00f9 disciplinata del torneo calcistico fu solo una magra consolazione, ma attest\u00f2 il comportamento sportivo esemplare dei contovellesi in una competizione segnata invece da polemiche, gesti antisportivi e persino ritiri di squadre in segno di protesta. Un simile comportamento spinse gli organizzatori, scoraggiati, a pensare di eliminare il torneo di calcio dai Giochi Sportivi. Ci\u00f2 non avvenne, poich\u00e9 il calcio era di gran lunga la disciplina pi\u00f9 diffusa dalle nostre parti: la sua cancellazione avrebbe ridotto drasticamente il numero dei partecipanti ai Giochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo i bei successi degli sportivi locali, divenne allora chiaro che era giunto il momento di un vero movimento sportivo a Contovello. A tale scopo era necessario fondare una societ\u00e0 sportiva che riunisse tutti gli appassionati del paese e offrisse loro la possibilit\u00e0 di competere a un livello superiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec gli abitanti del villaggio costituirono un comitato provvisorio, il cui compito principale era convocare l\u2019assemblea generale di fondazione. Questa ebbe luogo il 25 ottobre 1967. La prima convinzione, sulla quale tutti i presenti si trovarono d\u2019accordo, era che senza strutture adeguate non fosse possibile avviare alcuna attivit\u00e0 sportiva. Per questo motivo si decise di iniziare con lavori volontari per costruire un campo all\u2019aperto, e a tale scopo venne istituito un comitato preparatorio per la costruzione. Il suo primo presidente fu Josip Starc, presto sostituito da Marij Daneu.\nPer quanto riguarda il terreno, si parl\u00f2 di edificare il campo su un appezzamento di propriet\u00e0 della Societ\u00e0 Agricola, allora completamente abbandonato e coperto di vegetazione. L\u2019idea fu naturalmente sottoposta anche alla stessa Societ\u00e0 Agricola, che acconsent\u00ec senza grandi difficolt\u00e0, ma per il contratto furono necessarie lunghe trattative, protrattesi per un anno intero. I membri della societ\u00e0 infatti non credevano molto che un piccolo gruppo di giovani locali, senza alcuna risorsa economica n\u00e9 aiuti esterni, potesse portare a termine un lavoro cos\u00ec impegnativo come la costruzione di un campo sportivo, e perci\u00f2 esitarono a lungo prima di cedere formalmente il terreno.\nSuccessivamente sorsero ulteriori problemi, perch\u00e9 i volontari scavarono grandi quantit\u00e0 di terra che poi veniva trasportata via con i camion, e la Societ\u00e0 Agricola non era d\u2019accordo con questa pratica. Alla fine, per\u00f2, la societ\u00e0 concesse l\u2019autorizzazione necessaria, dietro pagamento di un prezzo simbolico di 100 lire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dubbi sulla possibilit\u00e0 di completare il campo non erano giustificati. I contovellesi \u2014 e non solo la generazione pi\u00f9 giovane \u2014 si misero con decisione al lavoro volontario, gi\u00e0 una settimana dopo l\u2019assemblea costitutiva. I lavori iniziarono il 4 novembre alle 10 del mattino; il giorno precedente si era disputata la finale delle 10\u00aa Giochi Sportivi, quella sfortunata partita contro il Breg. Dopo la sconfitta, dunque, i nostri calciatori non si persero d\u2019animo, ma iniziarono subito a ripulire i rovi sul futuro campo da gioco.\nIl comitato preparatorio per il campo si riuniva una volta alla settimana, organizzando i turni di lavoro, lanciando campagne di raccolta fondi e pianificando anche due gite: una all\u2019ospedale di Franja e un\u2019altra al \u010crni vrh. I lavori si svolgevano ogni sabato e domenica, talvolta anche nei giorni festivi, e vi presero parte complessivamente circa 70 abitanti. Anche chi non lavorava attivamente contribuiva con il proprio aiuto, portando offerte in denaro o merende sul \u201ccantiere\u201d.\nNon mancarono le difficolt\u00e0: bisognava demolire muri a mani nude, scavare in profondit\u00e0 per cercare un terreno solido; l\u2019inverno e il freddo rallentavano i lavori, che continuarono persino il 31 dicembre 1967.\nIn quel periodo arriv\u00f2 inoltre una novit\u00e0 che letteralmente conquist\u00f2 i contovellesi: il primo Carnevale del Carso a Opicina. Quando iniziarono a preparare il loro primo e leggendario carro, la tunara, i lavori al campo si fermarono temporaneamente, ma del tutto. I successi sportivi potevano aspettare: al Carnevale bisognava vincere subito!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo questa pausa i lavori ripresero. In quel periodo, in via Cereto, fu demolito un grande edificio. Tutto il materiale di risulta veniva allora trasportato con i camion alla discarica di Vi\u017eovlje. Poich\u00e9 la pietra era indispensabile per costruire le fondamenta del campo sportivo di Contovello, gli abitanti si accordarono con gli autisti dei camion affinch\u00e9 il carico fosse portato direttamente a Contovello.\nIn questo modo i camionisti avevano un tragitto molto pi\u00f9 breve e accettarono volentieri la richiesta. Cos\u00ec a Contovello arrivarono ben 108 camion di materiale. Gli abitanti, lavorando a turni, utilizzarono tutta quella pietra per realizzare la base del campo, e successivamente portarono a termine anche gli altri lavori necessari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo due anni di sudore, duro lavoro ma anche di grandi soddisfazioni (molti non credevano nemmeno che un campo potesse nascere unicamente grazie al lavoro volontario), si poteva finalmente dire che il campo era pronto. Pronto affinch\u00e9 le nuove generazioni potessero praticare sport anche nel proprio villaggio, sul terreno di casa. Pronto affinch\u00e9 ogni abitante potesse entrarvi e mettere alla prova le proprie capacit\u00e0 sportive.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Il 21 novembre 1968 avvenne anche la fondazione formale della \u0160D Kontovel, poich\u00e9 in quella data venne approvato lo statuto della societ\u00e0 e ottenuta l\u2019iscrizione nel registro delle associazioni. Presidente fu nominato Stojan Lisjak, al quale seguirono Marjan Pertot, Drago Mili\u010d e Bogdan Bogatec.<\/td><td>                                       <img width=\"150\" height=\"147\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-21\" style=\"width: 150px;\" src=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image.png\" alt=\"\"><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima manifestazione sportiva a cui partecip\u00f2 la neonata societ\u00e0 di Contovello furono naturalmente i Giochi Sportivi, giunti allora all\u2019undicesima edizione, che si svolsero nel 1969. Fu l\u2019edizione pi\u00f9 partecipata in assoluto: vi presero parte ben 25 societ\u00e0, e la rappresentanza di Contovello fu numerosa, con buoni risultati in quasi tutte le discipline.\nIn particolare, nell\u2019atletica le prestazioni dei nostri sportivi furono davvero notevoli. Nor\u010di Zavadlav, atleta locale che aveva gi\u00e0 gareggiato nelle precedenti edizioni sotto l\u2019egida di altre societ\u00e0, conquist\u00f2 il primo posto nella corsa sugli 80 metri e sal\u00ec inoltre sul podio nel getto del peso e nella staffetta. Accanto a lei si distinsero anche due giovani: Alenka Starc e Jana Ban. La prima ottenne ottimi risultati nel triathlon atletico e nel badminton; la seconda mise in mostra un grande talento sportivo, salendo sul podio sia in discipline di atletica che nel nuoto. Partecip\u00f2 inoltre alla pallavolo e al badminton, e grazie a questa poliedricit\u00e0 si aggiudic\u00f2 alla fine il prestigioso titolo di miglior atleta dei Giochi Sportivi.\nI contovellesi gareggiarono anche negli sport di squadra; le maggiori attese erano ovviamente riposte nel torneo di calcio, ma il Contovello non riusc\u00ec a ripetere la sorpresa di due anni prima. Accanto al calcio, per\u00f2, si affacciarono due discipline che sarebbero diventate caratteristiche dello \u0160D Kontovel in futuro: pallacanestro e pallavolo. I cestisti conquistarono il terzo posto su 10 squadre, ma va detto che la formazione era composta quasi esclusivamente da non locali. In campo c\u2019era anche Peter Starc, giocatore del Bor, allora l\u2019unico contovellese che conoscesse la pallacanestro e la praticasse attivamente.\nNella pallavolo, Contovello present\u00f2 addirittura quattro squadre \u2014 giovanili e seniores, sia maschili che femminili \u2014 ma nessuna di esse raggiunse risultati rilevanti, poich\u00e9 a Contovello non esisteva ancora una tradizione pallavolistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, l\u201911\u00aa edizione dei Giochi Sportivi fu davvero un successo per Contovello, poich\u00e9 la societ\u00e0 si classific\u00f2 al 6\u00ba posto nella graduatoria generale tra 25 squadre, un risultato davvero notevole per una \u201cdebuttante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giovent\u00f9 di Contovello accolse con straordinario entusiasmo il nuovo campo, il primo impianto sportivo del paese. Anche quando gli abitanti pi\u00f9 anziani erano ancora al lavoro per completarlo, le giovani generazioni di ragazzi e ragazze passavano spesso a vedere l\u2019avanzamento dei lavori e, quando necessario, davano anche \u201cuna mano\u201d.\nUna volta terminato, si riversarono tutti sulla superficie in cemento del campo. Sia per i ragazzi, che vi giocavano a basket, sia per le ragazze, che praticavano pallavolo, il \u201ckampo\u201d divenne un luogo di incontro a tutte le ore, ma soprattutto lo spazio privilegiato per l\u2019attivit\u00e0 sportiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora davvero tutto era pronto perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 sportiva a Contovello potesse svilupparsi pienamente: la societ\u00e0 sportiva, il campo, la giovent\u00f9. La societ\u00e0 esisteva gi\u00e0 da due anni, ma non poteva ancora praticare n\u00e9 pallacanestro n\u00e9 pallavolo. Non era comunque attiva solo \u201csulla carta\u201d, perch\u00e9 in attesa del campo il sodalizio promuoveva il tennis tavolo, che soprattutto nei villaggi del Carso contava un numero sempre maggiore di appassionati.\nGli allenamenti di ping-pong erano guidati da Danilo Ukmar e Drago Mili\u010d, e si svolgevano a Prosecco, nella casa So\u0161\u010d, allora sede del circolo culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019anno 1970 rappresent\u00f2 dunque una tappa fondamentale: i giovani cestisti e le pallavoliste iniziarono ad allenarsi attivamente. Per quanto riguarda la pallacanestro, scese in campo una vera folla di ragazzi, in particolare delle annate 1960 e 1961: Marko Ban, Klavdij Starc, Mauro \u010cuk, Ivo Starc e altri presero in mano il pallone per la prima volta e provarono a tirare a canestro.\nPeter Starc, che con il Bor aveva gi\u00e0 accumulato molta esperienza cestistica, insieme all\u2019amico Stojan Kafol, assunse il ruolo di allenatore. In primavera ebbero inizio gli allenamenti: due volte alla settimana, per due ore ciascuno. I piccoli cestisti erano cos\u00ec entusiasti che non si accontentavano degli allenamenti ufficiali. Si ritrovavano sul campo a tutte le ore, tiravano a canestro, giocavano partite, oppure facevano il gioco del \u201cgiro del mondo\u201d, con in palio un gelato. Se fosse dipeso da loro, avrebbero anche tirato calci al pallone da calcio, ma i pi\u00f9 anziani del villaggio non lo permettevano, perch\u00e9 avrebbero rovinato del tutto il vicino campo coltivato.\nQuesto entusiasmo raggiunse il culmine nei mesi estivi, quando i ragazzi erano liberi dagli impegni scolastici: insieme ai due allenatori, correvano al mattino lungo il sentiero fino a Grljan, si concedevano un breve bagno, poi tutti di nuovo a Contovello, sul campo. Nel pomeriggio la routine cambiava ben poco: ancora a piedi fino a Grljan e poi nuovamente in campo. Non passava giorno senza che qualcuno si vedesse tirare a canestro, palleggiare o correre.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img width=\"872\" height=\"600\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-5.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22\" srcset=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-5.jpeg 872w, https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-5-300x206.jpeg 300w, https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-5-768x528.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 872px) 100vw, 872px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cestisti si stavano infatti preparando al loro primo campionato ufficiale. Nel 1971 anche lo \u0160D Kontovel si iscrisse alla federazione cestistica FIP e nello stesso anno ebbe inizio il campionato.\nLe prime partite della squadra giovanile furono, dal punto di vista sportivo, una vera \u201ctragedia\u201d: i contovellesi non assaporarono neppure una vittoria, ma solo sconfitte pesanti. Nella prima partita riuscirono a segnare un unico canestro, mentre ne subirono a decine. Naturalmente affrontavano squadre che praticavano la pallacanestro gi\u00e0 da dieci o pi\u00f9 anni, perci\u00f2 non vi erano motivi per scoraggiarsi.\nGli allenatori, e soprattutto i giocatori, non si abbatterono minimamente; anzi, nelle stagioni successive continuarono ad allenarsi con ancora maggiore determinazione, decisi a migliorare i risultati in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente al basket si sviluppava rapidamente anche la pallavolo. Le pallavoliste occuparono presto il campo all\u2019aperto, montarono la rete e iniziarono a passarsi il pallone. Erano davvero numerose: provenivano tutte da Contovello e da Prosecco, e solo raramente qualche giocatrice arrivava da altri villaggi. La societ\u00e0 non fece alcuna propaganda per la pallavolo altrove, poich\u00e9 le giocatrici locali erano pi\u00f9 che sufficienti: prima o poi ogni ragazza di Contovello e Prosecco provava a giocare a pallavolo.\nTalvolta nascevano discussioni con i cestisti, perch\u00e9 entrambi volevano utilizzare l\u2019intero campo. La soluzione naturale fu la divisione: met\u00e0 ai ragazzi, met\u00e0 alle ragazze. In realt\u00e0 i problemi non furono gravi, anche perch\u00e9 le pallavoliste erano in genere un po\u2019 pi\u00f9 grandi d\u2019et\u00e0 e frequentavano il campo soprattutto la sera, e comunque meno regolarmente.\nNel complesso, lo sviluppo della pallavolo fu molto simile a quello del basket: gli allenamenti si tenevano due volte alla settimana ed erano guidati da Nor\u010di Zavadlav, una vera appassionata di sport a Contovello. Anche al di fuori degli allenamenti, per\u00f2, le ragazze trascorrevano molto tempo al campo, soprattutto d\u2019estate. Non mancava neppure un gruppo di ragazzi che le seguiva, cos\u00ec che intorno al campo si radunava sempre una compagnia piuttosto numerosa; una consuetudine che continu\u00f2 fino agli anni Ottanta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>                 <img width=\"300\" height=\"323\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-23\" style=\"width: 300px;\" src=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-6.jpeg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-6.jpeg 524w, https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-6-279x300.jpeg 279w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/td><td>Anche le ragazze, in gran parte della leva del 1958, disputarono il loro primo campionato nel 1971, anno in cui lo \u0160D Kontovel si iscrisse anche alla FIPAV, la federazione italiana di pallavolo. Il problema della pallavolo era per\u00f2 che non si potevano disputare partite ufficiali sui campi all\u2019aperto in cemento, ma solo nelle palestre. A Contovello, tuttavia, non esisteva alcun campo coperto, almeno fino al 1974, quando fu completata la palestra della scuola media inferiore di Prosecco.\nPer questo motivo le nostre pallavoliste disputarono i primi campionati direttamente allo Stadio 1\u00ba Maggio. All\u2019aperto invece giocavano soltanto partite amichevoli, per lo pi\u00f9 in occasione delle feste paesane nei vari villaggi del Carso.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019anno 1971 non segn\u00f2 soltanto l\u2019inizio ufficiale delle sezioni di pallacanestro e pallavolo dello \u0160D Kontovel, ma anche la fondazione, da parte degli abitanti pi\u00f9 anziani, di un circolo scacchistico. La sezione di scacchi era guidata da Marjan Starc.\nIl torneo pi\u00f9 importante disputato a Contovello si svolse nel 1975, quando vi ebbe luogo il 3\u00ba torneo provinciale a squadre di scacchi, al quale parteciparono 22 squadre delle province di Trieste e Gorizia, tra cui anche quella di Contovello. Su un totale di dieci turni, ben otto furono giocati nel nostro villaggio.\nLa sezione scacchistica rimase attiva fino al 1977, anno in cui venne organizzato un torneo per il decennale della fondazione della societ\u00e0 sportiva. In seguito, l\u2019attivit\u00e0 si spense gradualmente a causa del calo di interesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni 1971, 1973 e 1975 si svolsero le ultime edizioni dei Giochi Sportivi. Le manifestazioni avevano ormai compiuto la loro missione: rafforzare la coscienza nazionale, lo spirito sportivo e la competitivit\u00e0 a un livello pi\u00f9 elevato.\nGrazie ai Giochi Sportivi sorsero numerose societ\u00e0 sportive slovene (in primo luogo lo \u0160D Kontovel). Paradossalmente, per\u00f2, fu proprio la registrazione di queste societ\u00e0 nelle federazioni sportive e la loro iscrizione ai campionati ufficiali a risultare fatale per i Giochi stessi. Dopo l\u2019edizione record del 1969, il numero di societ\u00e0 e atleti partecipanti cominci\u00f2 gradualmente a diminuire: molti erano gi\u00e0 impegnati nei campionati ufficiali e, stanchi, rinunciavano spesso ai Giochi.\nGli organizzatori tentarono in tutti i modi, con modifiche al sistema di gare, di mantenerli in vita, ma senza successo. Nel 1975 la partecipazione fu davvero scarsa, nonostante le aspettative di una larga adesione. Cos\u00ec tutto fin\u00ec, e i Giochi Sportivi non arrivarono mai a celebrare il loro ventennale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Kontovel fu tra le societ\u00e0 che resistettero ai Giochi Sportivi quasi fino alla fine, partecipando all\u2019edizione del 1973. La societ\u00e0 prese parte a tornei di pallavolo, basket, calcio, atletica, tiro a segno e altre discipline; i nostri atleti ottennero anche risultati discreti, ma non ebbero pi\u00f9 il rilievo di un tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi dei Giochi Sportivi non signific\u00f2 affatto una crisi per lo sport sloveno. Anzi, fu l\u2019opposto. A Contovello ci fu un vero e proprio boom di attivit\u00e0, soprattutto nella pallacanestro. Ogni anno molti giovani cestisti si iscrivevano alla societ\u00e0, tanto che nella stagione 1974-75 il Kontovel disput\u00f2 ben cinque campionati: 1\u00aa divisione, cadetti, allievi, ragazzi e tornei di minibasket.\nA causa del grande numero di partite giocate sul campo all\u2019aperto, emerse un serio problema legato agli spogliatoi. La federazione triestina invit\u00f2 la societ\u00e0 sportiva a trovare una soluzione, poich\u00e9 in inverno persino gli arbitri erano costretti a cambiarsi sulle scale. Fu quindi necessario rimboccarsi nuovamente le maniche con il lavoro volontario e costruire degli spogliatoi, ossia una piccola casetta con docce e servizi igienici, che divenne anche la sede della societ\u00e0.\nIl terreno per la nuova costruzione fu donato da Marij Daneu. L\u2019edificazione degli spogliatoi fu organizzata in modo molto ingegnoso: i volontari acquistarono dapprima, nello scalo ferroviario di Opicina, due tetti appartenuti a vagoni di un treno merci. Poi li portarono a Contovello e li saldarono insieme, ottenendo cos\u00ec un tetto ancora pi\u00f9 grande. La nuova copertura fu quindi sollevata da terra con un paranco a catena (\u201cveri\u010del\u201d), e solo allora si inizi\u00f2 a costruire i muri. In questo modo il \u201cbarakin\u201d, accanto al campo, fu una costruzione che ebbe il tetto prima ancora delle pareti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019aumento del numero di atleti e atlete si realizz\u00f2 pienamente l\u2019obiettivo che la societ\u00e0 si era posta fin dalla sua fondazione: educare i giovani in un ambiente sano e familiare, rafforzare la coscienza nazionale e la loro presenza non solo nell\u2019ambito sporti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il numero sempre maggiore di squadre e giocatori port\u00f2 naturalmente al bisogno di nuovi allenatori. A Peter Starc e Stojan Kafol si aggiunsero cos\u00ec Igor Luk\u0161a, Henrik Lisjak, Valter Ukmar e altri ancora. Nella stagione 1976-77 arriv\u00f2 a Contovello anche il primo allenatore proveniente da fuori paese: Peter Brumen. A lui fu affidata la squadra dei cadetti, cio\u00e8 quei giocatori che per primi avevano iniziato ad allenarsi a basket a Contovello.\nDa quella partita in cui segnarono un solo canestro erano passati s\u00ec meno di cinque anni, ma sembrava trascorsa un\u2019eternit\u00e0. In quel campionato infatti Klavdij Starc, Marko Ban e compagni furono vicinissimi a vincere il titolo provinciale, arrivando secondi dietro all\u2019Hurlingham, squadra cadetti della formazione triestina di Serie A, con appena due punti di distacco. Fatale fu la sconfitta di misura contro una squadra ormai fuori dalla lotta per il primo posto, perch\u00e9 contro il diretto rivale Hurlingham persero una volta (62-69), ma nell\u2019altra occasione lo travolsero (82-57).\nIn ogni caso, il Kontovel si qualific\u00f2 per la fase finale. In semifinale i nostri superarono l\u2019Arte, mentre in finale incontrarono un vecchio avversario: di nuovo l\u2019Hurlingham. Fin dall\u2019inizio fu chiaro che nella federazione non volevano la vittoria dei contovellesi. In quella partita si susseguirono episodi antisportivi, decisioni arbitrali incredibili e palesi parzialit\u00e0. Ci\u00f2 port\u00f2 a una sconfitta per 72-80, e successivamente a un ricorso scritto e orale dello \u0160D Kontovel presso la federazione. Ma la societ\u00e0 non ricevette mai alcuna risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 della sezione di pallacanestro si svilupp\u00f2 anche a livello di collaborazione con altre societ\u00e0. Gi\u00e0 nel 1972 il gemellaggio con un club di Maribor port\u00f2 all\u2019organizzazione dei Tornei dell\u2019Amicizia. Da allora si svolsero ogni anno due tornei: uno a Contovello e uno a Maribor. Oltre ai padroni di casa vi partecipavano anche altre societ\u00e0 slovene d\u2019oltreconfine, club italiani e jugoslavi, conferendo cos\u00ec al torneo un carattere internazionale.\nCol passare degli anni non vi presero pi\u00f9 parte le squadre seniores, ma soltanto le giovanili; tuttavia il Torneo dell\u2019Amicizia raggiunse una straordinaria popolarit\u00e0. Anche i media ne parlarono ampiamente, poich\u00e9 il torneo confermava il legame della pallacanestro contovellese, e slovena in generale, con la scuola cestistica jugoslava.\nIl torneo si disputa ininterrottamente ancora oggi, e a Contovello continuano ad arrivare anche squadre di grande prestigio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a questi contatti internazionali, negli anni Settanta lo \u0160D Kontovel intrecci\u00f2 stretti legami anche con altre societ\u00e0 slovene. Nella stagione 1974-75 la societ\u00e0 divenne membro della Unione delle Societ\u00e0 Sportive Slovene in Italia (ZS\u0160DI). Fu proprio grazie a questa collaborazione che Peter Brumen arriv\u00f2 sulla panchina dei cadetti del Kontovel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quegli anni nacque l\u2019idea di unire le forze delle societ\u00e0 slovene di pallacanestro, con l\u2019obiettivo di innalzare il livello del nostro basket. Per la prima volta emerse dunque la volont\u00e0 di cooperare, di collaborare reciprocamente, di scambiarsi giocatori e ingaggiare buoni allenatori dall\u2019altra parte del confine.\nI colloqui con la societ\u00e0 Polet di Opicina portarono cos\u00ec a un evento importante non solo per la pallacanestro slovena, ma per lo sport sloveno in generale: la fondazione dell\u2019Associazione Sportiva Jadran. Quest\u2019ultima esord\u00ec nella stagione 1976-77 nel campionato di 1\u00aa divisione, l\u2019anno successivo nel campionato di Promozione e anche in quello giovanile.\nSebbene con questa scelta il Kontovel avesse perso praticamente tutti i suoi giocatori pi\u00f9 promettenti, rimase sempre un convinto sostenitore della politica di unione, continuando ad appoggiarla anche quando, nel 1980, il Jadran si trov\u00f2 sull\u2019orlo del fallimento a causa di difficolt\u00e0 economiche.\nCi\u00f2 significa che i successi del Jadran negli anni Ottanta furono in larga misura anche i successi del Kontovel, che offr\u00ec all\u2019associazione sostegno, ottimi cestisti e calorosi tifosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inizio degli anni Ottanta fu dunque segnato dall\u2019entusiasmo per i successi del Jadran: diverse promozioni consecutive fino alla clamorosa ascesa in Serie B, quando il quintetto titolare, quasi interamente composto da giocatori contovellesi, sconfisse nettamente lo Stefanel Treviso davanti a 5.500 spettatori al Palazzo dello Sport di Trieste.\nMa anche lo \u0160D Kontovel non rimase con le mani in mano: la passione per il basket si rafforz\u00f2 ulteriormente e, con l\u2019entusiasmo crescente, aument\u00f2 anche il numero dei giovani che si avvicinavano con passione alla pallacanestro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente sorse anche il problema degli spazi per gli allenamenti. Nella palestra scolastica di Prosecco i nostri cestisti avevano a disposizione troppo poche ore, ed era quindi necessario trovare nuove strutture.\nAlla fine degli anni Settanta la dirigenza della societ\u00e0, d\u2019accordo con il proprietario \u2014 la Societ\u00e0 Agricola \u2014 decise di restaurare la sala situata accanto all\u2019Osteria Sociale, che versava in condizioni di degrado. Anche in questo caso fu necessario ricorrere al lavoro volontario, mentre i contributi economici per i lavori furono forniti dalla ZS\u0160DI e dalla SKGZ.\nTuttavia, la ristrutturazione procedette molto lentamente: tra gli abitanti non vi era pi\u00f9 quella determinazione e quell\u2019entusiasmo che avevano caratterizzato la costruzione del campo all\u2019aperto, cos\u00ec pochi continuarono a lavorare con costanza. A causa dei ritardi finirono anche i fondi, il che rese necessaria una nuova raccolta di denaro, con ulteriore perdita di tempo.\nLa sala fu pronta solo nella stagione 1982-83. Gli sportivi, soprattutto i pi\u00f9 giovani, per\u00f2, si allenarono gi\u00e0 nell\u2019anno precedente, quando i lavori non erano ancora stati completati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 dello \u0160D Kontovel non si basava soltanto sulla pallacanestro, sebbene questa fosse la forza trainante e la \u201cdisciplina regina\u201d della societ\u00e0. Accanto al basket, infatti, operava con grande impegno la pallavolo femminile, che negli anni Settanta conobbe a sua volta una notevole crescita e una grande popolarit\u00e0 tra le ragazze di Contovello e Prosecco.\nNella stagione 1976-77 le giocatrici del Kontovel presero parte a quattro campionati: 1\u00aa e 3\u00aa divisione, juniores e allieve; in seguito si aggiunsero anche le categorie ragazze e minivolley. Come per la pallacanestro, vi era un forte bisogno di allenatori.\nAccanto a Nor\u010di Zavadlav, nel corso degli anni si affiancarono Edi Starc, Dragica Hrovatin, Damjan Pertot, Nadja Rupel (allenatrice-giocatrice) e altri ancora. Nel 1975 rientr\u00f2 inoltre al villaggio, dopo aver giocato in Serie B con il Sokol, la contovellese Jana Ban, che divenne giocatrice e, insieme a Riko Majovski, responsabile di tutto il settore pallavolistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quegli anni la pallavolo era poco diffusa a Trieste, tanto che furono proprio le squadre slovene (Bor, Breg, Sokol, Sloga) a svolgere il ruolo principale nei campionati.\nPer favorire un progresso qualitativo della disciplina, la ZS\u0160DI organizzava ogni anno collegiali estivi a Rovigno, presso l\u2019Istituto Superiore di Educazione Fisica, ai quali partecipavano anche le giocatrici del Kontovel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda i campionati, la squadra seniores femminile di pallavolo del Kontovel ha militato finora tra i tornei di 1\u00aa divisione e di Serie C2, senza per\u00f2 riuscire ad andare oltre. Le ragioni dei risultati non particolarmente rilevanti vanno ricercate nella disponibilit\u00e0 molto limitata della palestra di Prosecco, che negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta permetteva a diverse squadre persino un solo allenamento settimanale; inoltre, la sezione pallavolo non godeva del sostegno che invece riceveva la pallacanestro, e l\u2019interesse degli stessi genitori era piuttosto scarso.\nTuttavia, nella stagione 1981-82 le ragazze del Kontovel ottennero un prestigioso successo: dapprima vinsero il campionato provinciale e successivamente divennero campionesse regionali. In questo modo si qualificarono per le finali nazionali, che si disputarono a Battipaglia.\nTra 20 squadre partecipanti, le contovellesi conclusero con un onorevole 11\u00ba posto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stagione 1983-84 port\u00f2 a Contovello anche una nuova disciplina sportiva: la ginnastica ritmica per le bambine pi\u00f9 piccole. L\u2019obiettivo che la societ\u00e0 si era posta era quello di avvicinare le pi\u00f9 giovani all\u2019ambiente sportivo e prepararle a una futura carriera sportiva, possibilmente all\u2019interno della sezione pallavolo del Kontovel.\nI genitori accolsero con grande entusiasmo questa novit\u00e0, tanto che le allenatrici Manca Firbas (fino al 1990) e successivamente Tatjana Gregori seguirono un numero davvero elevato di allieve. Le giovani ginnaste si esibivano anche negli intervalli delle partite di basket del Jadran e al tradizionale saggio annuale, che si teneva sul campo all\u2019aperto di Contovello o nella sala della societ\u00e0. Quest\u2019ultimo chiudeva la stagione delle piccole atlete, e il pubblico vi partecipava sempre numeroso.\nNegli anni Novanta il settore conobbe un lento calo di iscrizioni, dovuto sia alla diminuzione dell\u2019interesse per la ritmica, sia al calo delle nascite, caratteristico della nostra epoca. A Contovello, tuttavia, rimase viva un\u2019attivit\u00e0 sportiva per i pi\u00f9 piccoli: la ginnastica infantile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando al basket, gli anni Ottanta furono caratterizzati da un grande entusiasmo per questa disciplina. Molti ragazzini, non solo di Contovello e Prosecco, iniziarono ad allenarsi a Kontovel; qui venivano anche allenatori di fama mondiale, come Ranko \u017deravica e Kre\u0161imir \u0106osi\u0107, per dirigere allenamenti dimostrativi.\nIn quel periodo la societ\u00e0 partecipava ai campionati di tutte le categorie giovanili, mentre la prima squadra giocava nel campionato di Promozione. Dal settore seniores il Jadran attingeva i suoi migliori giocatori, tra cui Sandi Rauber. Quest\u2019ultimo contribu\u00ec in modo determinante alla promozione in Serie B del \u201cdream team\u201d del Jadran e, successivamente, rimase per molti anni una vera colonna portante della nostra squadra unita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante la cessione dei migliori giocatori, il Kontovel nella stagione 1990-91 ottenne un risultato di grande prestigio. Nella palestra gremita di Repen, i biancobl\u00f9 \u2014 guidati da Igor Meden, storico allenatore del Kontovel e artefice di numerosi successi \u2014 sconfissero il Santos: una vittoria che signific\u00f2 la promozione in Serie D e diede il via a una grande festa.\nIn quella partita si mise particolarmente in luce il quindicenne Jan Budin, che conferm\u00f2 anche a livello seniores tutto il talento gi\u00e0 mostrato come cadetto e juniores. Nella stagione 1992-93 Budin pass\u00f2 poi alla squadra triestina di Serie A Stefanel, ma prima di allora aveva raggiunto grandi successi con le giovanili del Kontovel.\nI giocatori delle annate 1972-1975 costituivano infatti formazioni molto solide e omogenee, capaci di competere alla pari con le pi\u00f9 prestigiose squadre giovanili italiane. I cadetti del Kontovel disputarono cos\u00ec anche la fase nazionale del campionato contro la formazione milanese della Philips: furono sconfitti, ma uscirono dal campo a testa alta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto il resto appartiene alla storia sportiva contemporanea. Oggi in tutto lo sport sloveno sono evidenti diverse difficolt\u00e0, dalle quali neppure il Kontovel \u00e8 rimasto immune: il calo delle nascite, il numero sempre maggiore di nuove discipline sportive e di altre attivit\u00e0 tra cui i giovani possono scegliere, il progresso tecnologico che spesso li trattiene davanti al computer di casa, i problemi di spazi e di allenatori. Tutto questo ha ridotto notevolmente il numero degli sportivi nello spazio sloveno d\u2019oltreconfine.\nLo \u0160D Kontovel, per\u00f2, affronta con grande impegno queste e altre difficolt\u00e0, continuando a diffondere tra i giovani del paese l\u2019amore per lo sport, la solidariet\u00e0 tra atleti e il rafforzamento del senso di appartenenza nazionale. A tale scopo cerca di consolidare i rapporti sia tra le nostre societ\u00e0 che con i club italiani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img width=\"748\" height=\"452\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-7.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-24\" srcset=\"https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-7.jpeg 748w, https:\/\/www.kontovel.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-7-300x181.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 748px) 100vw, 748px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante le difficolt\u00e0 menzionate, oggi il settore cestistico del Kontovel conta numerose squadre giovanili e una formazione seniores che milita in Serie D. Ancora pi\u00f9 rilevante \u00e8 per\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 del settore pallavolistico, che comprende ben 60 giocatrici.\nNella scorsa stagione la prima squadra ha sfiorato la promozione dalla 1\u00aa divisione alla Serie D, mentre le squadre giovanili hanno ottenuto ottimi risultati. Tra tutte spicca la formazione under 14, che ha conquistato il titolo regionale e, a Bolzano, il terzo posto al torneo interregionale.\nLe giovani campionesse regionali sono in gran parte figlie di quelle atlete che anni fa iniziarono a giocare a pallavolo a Contovello, e che in tutti questi anni sono sempre rimaste accanto alla societ\u00e0, contribuendo ai suoi successi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo \u0160D Kontovel ha raccolto numerosi successi nella sua storia. Il fatto che in questo periodo abbiano aderito alla societ\u00e0 intere generazioni di giovani, ragazzi e ragazze, dimostra chiaramente quanto impegno, tempo e volont\u00e0 abbiano dedicato tutti i membri, dai presidenti agli allenatori, dai dirigenti fino al pi\u00f9 giovane giocatore di minibasket.\nGli sforzi sono stati ripagati: ben cinque cestisti del Kontovel hanno indossato la maglia di squadre di Serie A. Ma soprattutto, anche grazie al loro esempio, i giovani hanno imparato ad amare lo sport.\nUn\u2019attivit\u00e0 che unisce, che porta vittorie e delusioni, che mantiene sano il corpo e lo spirito, che contribuisce alla crescita della persona. Un\u2019attivit\u00e0 che a Contovello ha messo radici in cento anni di storia e che, ci auguriamo, continuer\u00e0 a portare grandi soddisfazioni a tutti gli sportivi e agli operatori del nostro paese.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u0160port se je v zgodovini vedno uveljavil takrat, ko je bilo v dru\u017ebi blagostanje. \u010ce pa je prevladovala stiska, ni [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"class_list":["post-8","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25,"href":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8\/revisions\/25"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kontovel.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}